Ecco come puoi pagare la tassa sui rifiuti…con i tuoi rifiuti! Scopri come pagare gratis quei dannati bollettini, e come grazie a questo meccanismo puoi letteralmente TRUFFARE il governo!

tassa rifiutiE’ risaputo che siamo circondati da tasse da pagare, la pressione fiscale va ben oltre il 40% e genera per l’erario introiti per miliardi di euro all’anno, ogni contribuente italiano paga più di 8mila euro all’anno in sole tasse.

Tra le più comuni (sono più di 100) abbiamo, IRPEF, IVA, IRAP, TASI e TARI, la tassa sui rifiuti.

Ci sono tasse giuste, che ci permettono di usufruire di servizi indispensabili, come sanità e viabilità, e tasse ingiuste, che dovrebbero essere riviste.

La tassa sui rifiuti è una di queste, è quello che io chiamo un vero e proprio pizzo legalizzato, una tassa ignobile, non perché qualcuno non meriti di essere retribuito per raccogliere la tua immondizia, ma perché è progettata male.

La legislazione in merito recita più o meno questo:

La Tari, o tassa sui rifiuti, è il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti.

“E’ dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti”.

Se hai un garage o un piazzale che utilizzi per parcheggiare la tua auto e nel quale non svolgi assolutamente nessun’altra attività, sei soggetto al pagamento di una tassa su rifiuti che non produci.

E’ calcolata in base ai metri quadri associati ad ogni utente e non sull’ effettivo costo del rifiuto, a prescindere se in quello spazio effettivamente ne produci o meno.

In parole povere, quando ad esempio fai la spesa, tu paghi una percentuale di tassa sui rifiuti per ogni prodotto acquistato e portato in casa tua, il supermercato che te l’ ha venduto pure, il distributore pure, chi lo ha immagazzinato pure, il produttore (la Ferrarelle S.p.A.) pure.

I prodotti in vendita in qualsiasi esercizio commerciale sono tassati ad ogni livello della catena, dal produttore al consumatore.

In questo modo, quei beni generano più introiti per lo stato che non guadagni per le aziende che li hanno fabbricati, e che hanno fatto in modo che arrivassero a te.

Per quanto tu, da comune cittadino, possa credere alle promesse dei parlamentari, e di chi non vede l’ora di appoggiare il suo pregiatissimo deretano sull’ ennesima poltrona, non ci sarà mai nessuno che prenderà in seria considerazione il fatto di riqualificare questa imposta, per un motivo ben preciso:

La tassa sui rifiuti produce un’entrata fiscale di decine di milioni di euro.

Te lo ridico: DECINE DI MILIONI DI EURO.

Pensi veramente che non bastino, per smaltire l’immondizia?

Secondo me ne avanzano e pure tanti, soprattutto quando si scopre che al posto di smaltirla o incenerirla è stata sotterrata da qualche parte.

Per quanto sia frustrante da dover accettare, non c’è nulla che tu possa fare per contrastare questo fenomeno, puoi soltanto andare a votare.

Vota pure chi ti pare, ti garantisco che non cambia niente, non è cambiato niente fino ad oggi e qualsiasi cittadino ha ottime ragioni di pensare che niente cambierà.

Puoi soltanto prendere i soldi che guadagni con il sudore della tua fronte, quei fastidiosissimi bollettini e andarli a pagare.. ma puoi scegliere COME farlo.

Non so a te, ma a me non piace andare a parlare con chi non ha nessuna voglia di starmi a sentire, ho molte cose da fare tutti i giorni e il mio tempo è troppo prezioso per impegnarlo a dialogare con qualcuno che pensa di essere su un trono e dettare leggi come nulla fosse.

Potrei anche io prendere una bomboletta e decorare uno striscione, andare a Roma, mettermi a gridare e a saltellare su una pubblica piazza, manifestare e fare lo sciopero della fame, con la speranza che qualcuno si impietosisca e mi conceda libertà di parola.

Io la parola me la prendo, a prescindere che chi mi ascolta mi stia a sentire o meno. Sono fatto così.

Sono sempre più convinto che ad ogni problema ci sia una soluzione al seguito, la vita me ne ha dato prova e nel tempo ho avuto i risultati.

Credo che ognuno di noi possa fare qualcosa per contrastare un’ingiustizia, qualcosa di efficace, per migliorare la propria vita e quella dei suoi cari.

Nemmeno grandi cose, la politica è troppo complessa e relativa per essere analizzata a fondo da chiunque.

C’è una cosa che anche tu puoi fare, da comune cittadino, per alleggerirti il carico fiscale e concederti un attimo di respiro, specie quando il portalettere ti consegna quella tassa da pagare.

Se c’è una tassa da pagare c’è un motivo dietro, se paghi il bollo auto è perche hai acquistato un automobile che viaggia sulla strada, se devi pagare la tassa sui rifiuti è perché, nell’immaginario collettivo, hai acquistato dei prodotti che sono diventati dei rifiuti.

Tutti? Nessuno escluso?

Pensaci un secondo.

Quando vai al supermercato acquisti dei prodotti, consumi il loro contenuto (prosciutto, acqua naturale, yoghurt…) e ciò che resta di questo processo è il contenitore, o l’involucro, che viene classificato come “rifiuto”, cioè qualcosa che non ti serve.

Potresti dire la stessa cosa di un orologio, di un fornetto a microonde funzionante, di un libro, di uno specchio o di un tavolo e quattro sedie?

Sono tutti oggetti che probabilmente non ti servono più, nel tempo hanno smesso di esserti utili, sia perché hai trovato di meglio, sia perché hai cambiato stile di vita, arredamento, disposizione nella tua casa, e sono diventati per te un “rifiuto”.

Se quei prodotti sono danneggiati, inservibili, solo da buttare, non c’è santo che tenga, diventano anche loro dei rifiuti, non puoi farci niente, tranne ripararli se ti è possibile.

Ma se li devi eliminare, per motivi che non hanno niente a che vedere con il termine “rifiuto” nel vero senso della parola, non sono dei rifiuti, sono semplicemente “cose che a te non servono più”.

Sono cose che però potrebbero servire a qualcun altro, potrebbero essere riutilizzate, potrebbero trovare un’opportunità nell’abitazione di un’altra persona, che magari in quel momento ne ha bisogno e non sa dove trovarli.

Ti sono stati venduti come beni di consumo, li hai acquistati perché ti sono serviti, ma questo non significa che dopo averli usati non hanno alcun valore.

Il valore di qualcosa, di qualsiasi oggetto, non è mai e dico mai un termine assoluto, è sempre relativo alla percezione che una persona ha di quel prodotto nel momento in cui lo sta cercando.

Se dal mio punto di vista un determinato oggetto è utile, specifico o indispensabile, per me ha un valore enorme, anche se per te oramai non serve a niente!

Per quale sacrosanto motivo tu debba prendere quella roba ed inserirla in un cassonetto dei rifiuti?

Specialmente se io sono pronto a pagarti quell’oggetto anche a peso d’oro!

Prendi l’esempio più comune, il mercato delle auto.

Le auto sono un bene di consumo che nel tempo si utilizza, si deteriora e si consuma. Vengono prodotti treni di automobili ogni giorno, i concessionari fanno a gara tra di loro per venderti l’ennesimo modello appena uscito…

Ma nonostante questo, c’è qualcuno che è entrato in quel mercato e ha pensato bene di offrire ad altre persone l’opportunità per risparmiare, acquistando un auto usata che poteva fare ancora moltissimi chilometri.

Si comprano sempre e solo auto nuove?

No! Si comprano anche auto usate.

C’è un sacco di gente che acquista un auto usata perché nuova non se la può permettere, oppure perché la usa per determinati scopi, o magari perché sta ancora imparando a guidare e se sbadatamente fa un incidente, sistemare un auto nuova gli costerebbe caro.

Ognuno di noi ha il suo buon motivo per comprare un oggetto di seconda mano.

tassa rifiutiTrasforma i tuoi “rifiuti” in preziose banconote che ti serviranno per pagare la tassa sui rifiuti!

Quante volte hai sognato di truffare il ministero? Io lo sogno spesso, quasi tutti i giorni.

Quante volte hai ricevuto i bollettini per pagare quella tassa, che ti è stata calcolata ingiustamente, solo perché da qualche parte c’era scritto che possiedi un fabbricato, che non hai mai utilizzato e nel quale non hai mai prodotto una busta di immondizia?

Quante volte ti sei sentito dire “E’ la legge!” da chi è stato incaricato ed è pagato per riscuotere i tuoi soldi e che ti può rispondere soltanto “Sono qui per fare il mio lavoro…”?

Sai come puoi fare per pagare questa tassa, truffando il ministero?

Puoi vendere i tuoi rifiuti, quei rifiuti che ti tassano costantemente!

Esatto, puoi prendere tutto ciò che non ti serve più, qualsiasi cosa che sia ancora in buone condizioni, libri che non leggi più, piccoli elettrodomestici che hai rimpiazzato con altri più moderni, quadri che non si addicono più con l’arredamento della tua casa, souvenir che non ti servono a niente, piatti e bicchieri che sono da una vita dentro quella cristalliera, mobiletti, poltroncine, portachiavi, tutto ciò che non utilizzi, e portarli in un negozio dell’usato, metterli in vendita e guadagnare soldi!

Con quei soldi potrai pagare quei dannati bollettini, senza togliere risorse alla tua famiglia e senza vivere nell’incubo di dover ricordarti la scadenza.

In questo modo, non solo farai spazio in casa tua per altre cose che ti serviranno, non solo eviterai di buttare prodotti riutilizzabili e ancora in buono stato, non solo guadagnerai denaro senza ammazzarti di lavoro, ma potrai prendere quei soldi e usarli come un boomerang contro chi ti viene a chiedere le tasse!

Supponiamo che tu abbia un tavolino, e quel tavolino, avendo occupato per un anno, un determinato spazio in casa tua, ti sia costato 3.50€, così, a puro titolo indicativo, che ti verranno chiesti sotto forma di “tassa sul rifiuto”, per quando non ti servirà più e deciderai di buttarlo via.

Cosa è meglio PER TE fare in quel momento?

  • Considerarlo un rifiuto, quindi eliminarlo, e pagare quei 3.50€ come tassa per averlo fatto o
  • Rivenderlo, guadagnarci 30 €, pagare quei 3.50€ e andare a cena fuori con 26.50€ che ti avanzano?

Capisci perché è un cavallo di ritorno potentissimo che puoi sfruttare a tuo vantaggio?

Pensa a cosa puoi fare per il tuo benessere in un momento esatto, fai una scelta logica, trova il modo per valorizzare ciò che hai e prenditi la tua rivincita!

Guardati intorno, dentro casa tua, guarda cosa non ti serve più, prendi tutta quella roba, portala in un mercatino dell’usato, lasciala in deposito per venderla e torna a riscuotere i soldi ricavati.

Smettila una volta per tutte di lamentarti delle tasse, nessuno proverà mai pena per te se ti presenti in lacrime dicendo che non hai denaro per pagarle, nessuno ti concederà mai un “bonus di cancellazione” se gli esponi le tue idee, nemmeno se gli dimostri che hai ragione.

Se proverai a supplicarli di “venirti incontro”, magari chiedendo un pagamento rateale, faranno anche fatica ad ascoltarti e ad assecondarti e ti faranno sentire un emerito pezzente, appoggiandosi al concetto di una legge stupida, che non ha alcun senso, e che hanno imposto senza chiedere il tuo parere!

Prendi poi quei bollettini e i soldi che guadagni vendendo i tuoi rifiuti, vai all’ufficio tributi e sbattiglieli in faccia, e mentre lo fai gridagli con tutta la tua voce: “QUESTI SOLDI VENGONO DAI MIEI RIFIUTI!

Finiamola di protestare, scioperare, innervosirci, a chi sta su quella cazzo di poltrona di velluto non interessano le nostre chiacchiere, le nostre idee, le nostre lamentele, interessano soltanto i nostri soldi, e se questo è ciò che vogliono, diamoglielo, ma a modo nostro!

Vogliono dei soldi? Che cosa sono i soldi? Sono qualcosa che ha un VALORE.

Cosa potrebbero essere i tuoi “rifiuti”? Potrebbero essere qualcosa di VALORE.

Rimettiamo insieme in circolo QUALCOSA, CHE, ABBIA, VALORE.

Questo è un argomento che mi tocca da vicino, spero di averti trasmesso un concetto chiaro ed esaustivo.

Hai l’occasione per dimenticarti una volta e per sempre di quest’imposta scorretta e vergognosa, senza innervosirti e togliere risorse a te e ai tuoi cari, il primo passo verso questa TUA nuova indipendenza è qui!

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