“I soldi non fanno la felicità” – Ecco perché questa frase suona come una bugia e perché è così importante avere un flusso di denaro costante!

secondamanoblogHai mai rischiato di ritrovarti senza un soldo, o di non avere i soldi necessari per acquistare una determinata cosa, che ti serviva per risolvere uno specifico problema o realizzare un desiderio?

Se hai un lavoro stabile, una rendita periodica e sicura, uno stipendio garantito e sufficiente per coprire tutte le tue spese, o un patrimonio economico notevole e magari illimitato, beh, ti auguro che questo flusso di denaro sia sempre disponibile per te e per i tuoi cari, e che non ti venga mai a mancare per nessun motivo.

Perché te lo auguro? Per un motivo molto semplice.

Perché i soldi servono, e sfido qualunque abitante del pianeta Terra ad ammettere il contrario.

“I soldi non fanno la felicità!”

Questa è una frase che sento spesso pronunciare da chiunque, non nego di averla a volte formulata anche io, in determinate circostanze.

Certamente, il denaro non è paragonabile ai sentimenti, alle emozioni, alle buone notizie, alla nascita di un figlio, ma è senza dubbio uno strumento imprescindibile che aiuta a raggiungere soddisfazione e felicità.

Per fare determinate cose, (la maggioranza delle cose) se vogliamo rimanere con i piedi a terra e guardare in faccia la realtà, ti servono soldi, pochi o tanti non fa differenza non è questo il punto.

E se hai un flusso di denaro che periodicamente ti entra in tasca, a prescindere da quale sia il tuo lavoro, le tue rendite, o i motivi che fanno sì che tu possa riceverlo, sei una persona “ricca e fortunata”.

Io sono sempre stato un gran lavoratore, ma non sono sempre stato un ragazzo ricco e fortunato.

Nella mia vita ci sono stati dei momenti grigi, momenti in cui mi sono ritrovato ad affrontare imprevisti, periodi in cui le spese superavano le mie risorse e intere settimane senza riuscire a rimediare una giornata di lavoro.

Molti anni fa lavoravo nei terreni e vendevo otto ore del mio tempo per 35 euro al giorno, che oltretutto mi venivano erogati in comodissimi (per il mio datore di lavoro) pagamenti rateali…

Quel lavoro era subordinato al bello e al brutto tempo, se era prevista una settimana calda e soleggiata potevamo lavorare, in caso contrario dovevamo stare a casa.

Era il mese di febbraio, di un inverno rigido, accompagnato da frequenti piogge, nevicate e temperature sottozero, era impensabile anche solo uscire di casa, figuriamoci lavorare per diverse ore in mezzo alla verdura.

Sapevo già che quel periodo non sarebbe stato roseo e che quel mese avrei guadagnato a malapena il prezzo dell’affitto della casa in cui vivevo, e che non avrei potuto fare nient’altro.

Per quanto cercassi di risparmiare, di uscire a piedi anziché in auto, di spendere soltanto per lo stretto necessario, questo non era sufficiente per coprire il costo delle mie spese ordinarie.

Ritrovarsi senza un soldo in tasca è come svegliarti la mattina e accorgerti di non avere alcun vestito da indossare, solo quella magliettina della salute e il pantalone del pigiama con il quale sei andato a dormire.

Ti senti nudo, spogliato dei tuoi averi, impotente di fronte alle necessità che la vita ti richiede.

Se non hai mai avuto modo di provare questa sensazione, sappi che non ti sei perso nulla di particolarmente eccitante, ragion per cui non ti auguro in alcun modo di vivere quest’esperienza.

In quei momenti ho realizzato che avere denaro è molto importante, ma ciò che è ancora più fondamentale è l’avere un flusso di denaro costante e sempre disponibile.

Un flusso di denaro è una garanzia, una polizza assicurativa solida per riuscire a sostenere te e la tua famiglia, e per riuscire a far fronte a tutte le tue spese mensili settimanali e quotidiane.

Affidare la tua esistenza ad una sola e unica risorsa, che il più delle volte è un normalissimo lavoro è come salire su un imbarcazione, uscire in mare aperto e lasciare il salvagente sulla spiaggia.

Se urterai uno scoglio si aprirà una falla e comincerai a imbarcare acqua. Potresti ritrovarti, prima ancora dell’arrivo dei soccorsi, a stretto contatto con i pesci.

Non saranno i 50€ che hai ritirato al bancomat quella mattina e che oramai sono fradici e inutilizzabili a permetterti di rimanere a galla, cosa che avrebbe potuto fare invece il salvagente che hai lasciato a riva.

La vita si svolge in un immenso mare aperto e per navigare hai bisogno di un imbarcazione.

Le imbarcazioni sono relativamente affidabili ma gli imprevisti sono dietro l’angolo, o in questo caso su di uno scoglio.

Se oggi hai un lavoro stabile, una busta paga sicura e un contratto sottoscritto e firmato con un’azienda solida, tutto questo purtroppo non è una garanzia affidabile per il tuo domani.

Le aziende possono perdere i clienti, fare investimenti sbagliati, fallire o decidere di licenziarti per qualsiasi motivo, per rimpiazzarti con qualcuno che costa meno o con un subumano automatico a cui non serve uno stipendio.

Anche tu potresti ritrovarti a dover decidere di trasferirti in un’altra città o di lasciare quel lavoro per mille motivi.

Stessa situazione se sei un disgraziato come me, che ha aperto una partita IVA e ha scelto di guadagnare in maniera correlata alle proprie prestazioni, e di accollarsi tutte le relative spese per poter mandare avanti la baracca.

Se sei un disoccupato o lavori solo quando riesci, hai un motivo in più per aggrapparti a un salvagente, quando e se ti troverai al largo in attesa di una scialuppa, o di fronte ad una spesa imprevista e improrogabile.

Anche tu hai un salvagente personale, non lasciarlo sulla spiaggia (o chiuso in un armadio)

Quando fuori era bel tempo e potevo andare a lavorare mi sentivo ricco e fortunato, consapevole che avrei guadagnato soldi e avrei potuto spenderli per tutto ciò che mi serviva.

Potevo rispettare le scadenze, pagare le bollette, uscire qualche volta a cena fuori e comprare tutto quello che desideravo, ricompensandomi così da quella brutta sensazione di indigenza che ogni tanto mi si presentava.

Ma le perturbazioni e i mancati introiti mi avevano insegnato una lezione e mi avevano spronato a cercare un ulteriore flusso di denaro, un mio salvagente personale.

Mi accorsi che in realtà ne possedevo tanti, non tutti erano arancioni e assomigliavano ad una ciambella ma ognuno di loro mi avrebbe permesso di rimanere a galla, qualora avessi urtato uno scoglio.

Erano i miei oggetti usati, tutte quelle cianfrusaglie che acquistavo quando mi sentivo ricco e benestante, che mi portavo a casa con soddisfazione e che nascondevo poi dentro un armadio, dopo che non mi erano più utili o particolarmente indispensabili.

Molti prodotti erano ancora in eccellenti condizioni e in quell’armadio fornivano soltanto un angolo relax per gli acari della polvere.

Sono sicuro che anche tu nella tua casa possiedi alcuni oggetti che non usi, o che nel tempo hai sostituito con qualcosa di più innovativo, più particolare, più alla moda, più pratico da usare, ecc…

Anche il computer grazie al quale stai leggendo questo blog potrebbe avere la sua età (non posso saperlo con certezza, posso mostrarti questo articolo ma non posso misurare la tua RAM)

Beh, sono tutti “salvagenti”, sono prodotti che potrebbero servire a garantirti un costante flusso di denaro.

Puoi uscire in mare aperto anche se non hai un’ imbarcazione tutta tua, a patto che tu abbia un solido salvagente

Io mi ritrovo a fare questo mestiere perché ho cominciato a navigare nel mare che avevo scelto di esplorare.

Ho cominciato a trasformare i miei oggetti in salvagenti, vendendoli in un mercatino dell’usato.

All’epoca non avevo l’opportunità che puoi oggi avere tu, non sapevo a chi affidarmi per salpare in tutta sicurezza, ho dovuto quindi costruire la mia imbarcazione e mi ci sono messo al timone.

Dedicavo l’unico giorno in cui non lavoravo, la domenica, ad esporre su una bancarella tutto ciò che avevo in casa e che non mi serviva, è così che ho imparato a vendere ed è così che mi sono creato un inarrestabile flusso di denaro.

Tutto ciò che guadagnavo, poche centinaia di euro al mese, mi permettevano di sopravvivere, di far fronte a spese ordinarie e straordinarie, come l’affitto della casa in cui vivevo o le bollette che arrivavano.

Potevo far fronte a quelle spese anche se, per un motivo o per un altro, non guadagnavo nulla dal mio lavoro principale; i miei oggetti usati erano diventati i miei salvagenti personali.

Potevo andare al supermercato e fare la spesa senza stare a guardare solo i prodotti in offerta, e che magari nemmeno mi piacevano, potevo permetterti di offrire una birra ai miei amici quando uscivo, potevo pagare le bollette prima che scadevano, potevo fare un regalo alla mia fidanzata, e mille altre cose…

Quei salvagenti mi garantivano (e mi garantiscono tuttora) di rimanere a galla, di non affogare, anche quando il mare era in tempesta.

Riuscivo a superare in maniera molto semplice tutte le difficoltà.

Se sei tra i più fortunati hai indubbiamente un lavoro stabile o una rendita economica che ti permette di restare a galla, ma ti sei mai chiesto cosa succederebbe se tutt’a un tratto, di colpo, la dea bendata ti voltasse le spalle?

Nessuno, nemmeno tu, potresti morire di fame, non siamo più nel dopoguerra, al giorno d’oggi c’è cibo per tutti, ma potresti essere costretto a risparmiare su tante cose, potresti dover rinunciare a dei servizi che ti rendono la vita un po’ più semplice, potresti dover chiedere prestiti, farti aiutare da qualcuno…

O puoi cominciare a considerare di procurarti un solido salvagente, che ti sarà indubbiamente utile per quando ne avrai bisogno, vendendo tutto ciò che non ti serve e assicurandoti così un ulteriore flusso di denaro costante.

Per salpare anche tu non devi per forza avere un imbarcazione tutta tua, o meglio non più, da quando la mia è diventata una nave da crociera.

Puoi evitare ciò che ho fatto io, puoi evitare di dover aprire una bancarella tutta tua e di improvvisarti venditore ambulante, e puoi fare a meno di seguire le trattative per vendere i tuoi oggetti, passando soltanto a prelevare il ricavato.

Se vuoi scoprire come anche tu puoi trasformare i tuoi prodotti di seconda mano in solidi e affidabili salvagenti, pronti a “salvarti la vita” nei momenti più duri e senza doverti procurare imbarcazioni, sali a bordo e vieni a prua, il biglietto è qui.

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